MEDITAZIONE

LA PAROLA INATTESA

Non viviamo tempi di grandi entusiasmi. Piuttosto, sono le paure a farsi sentire. Per questo, facciamo fatica a pensare un nuovo inizio. La sensazione è quella di essere bloccati o di girare a vuoto. Il tempo dopo la pausa estiva non possiede più il fascino del ricominciare, del riprovare. E’ come se una voce interiore ci ripetesse continuamente: “tanto, è inutile”; “un mese vale l’altro”; e tu rimani con i tuoi problemi irrisolti.

La ripresa di un nuovo anno sociale non va in automatico. Se dipendesse dal nostro sentire, lasceremmo perdere ogni velleità di rinnovamento e ci accontenteremmo di tirare a campare. Ma ecco, che una parola straniera, non nostra, ci raggiunge e ci sussurra:

 Hai visto molte cose, ma senza farvi attenzione,

hai aperto gli orecchi, ma senza sentire  (Isaia 42,20).

Ti è sfuggito qualcosa della vita: non è vero che non c’è più niente da scoprire.

Noi tutti abbiamo fatto:

Molti passi per soddisfare bisogni materiali, poco cammino per approfondire il senso dell’esistenza.

Molto movimento per trovare la posizione sociale migliore, poco dinamismo nel rivedere le nostre teorie scarsamente provate.

Molte nozioni strumentali apprese, poca conoscenza di se stessi.

Molti sfoghi, poca accoglienza del dolore altrui.

Molti lamenti, poco coinvolgimento nei disagi reali.

Molta comunicazione, poca empatia.

Molta conoscenza, poca sapienza.

Molti calcoli, poca utopia.

Molti scambi, pochi doni.

Molte formule, poca preghiera.

Molte strutture, poca profezia.
Che cosa dobbiamo fare, allora? Con quale piede riprendere quel cammino che ancora ci aspetta, nonostante la nostra sensazione che non ci sia spazio per qualcosa di nuovo?

Come chiesa, abbiamo un’unica luce, solo un’intuizione, che non si presenta come la risposta ai nostri problemi, eppure ha la forza di riaprire i sentieri interrotti, di indurci a rimetterci in cammino. E’ quella Parola che Dio indirizza a ciascuna e ciascuno di noi. Parola personale, unica, preziosa. Parola differente dalle nostre parole usate, che ci ripetiamo a pappagallo. Parola che accende un nuovo sguardo sulle nostre vite.

 Lascia che la parola

inattesa

prenda il posto

che lei stessa si crea

semplicemente occupandolo

col suo apparire

come da sempre

le fosse preparato.

Sarà annuncio

principio

di nuova creazione.

Diamo fiducia a questa Parola preziosa. Buon cammino!

 

Pastore Angelo Reginato