MEDITAZIONE

         

SOLO CRISTO

 

Quello strano Dio che non assomiglia per niente a tutte le diverse rappresentazioni che l’umanità ha immaginato lungo i secoli, il Dio di grazia della Bibbia, lo possiamo scorgere nel Figlio suo, Gesù, il Cristo. E’ Lui la Parola fatta carne. Nessuno ha mai visto Dio; l’unigenito Dio, che è nel seno del Padre, è quello che l’ha fatto conoscere (Giovanni 1,18). In Gesù vediamo all’opera l’amore sconfinato di Dio. Soprattutto nell’esito della sua breve vita terrena, al momento della croce, quando avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine (Giovanni 13,1). In quell’ora, l’immaginario religioso viene messo sottosopra: non siamo noi a doverci sacrificare per Lui; è Lui che dona la sua vita per noi. Il racconto della passione di Giovanni inizia proprio con questa scena sconcertante. Gesù, al momento dell’arresto, non domanda ai suoi di difenderlo, di farsi avanti loro, pur di salvare il capo. Contrariamente ad ogni aspettativa, Lui non è preoccupato di sé ma si prende cura dei suoi discepoli: «Chi cercate?» Essi dissero: «Gesù il Nazareno». Gesù rispose: «Vi ho detto che sono io; se dunque cercate me, lasciate andare questi». E ciò affinché si adempisse la parola che egli aveva detta: «Di quelli che tu mi hai dati, non ne ho perduto nessuno» (18,7-9).

Solo Cristo ci rivela quel volto inedito di Dio che mai ci saremmo aspettati. La sua Pasqua è anche un passaggio dalla nostra logica ristretta, quella del dare per avere, del superiore e dell’inferiore, alla logica divina, che sogna un mondo in cui possano finalmente trovare espressione la gratuità del dono e la cura disinteressata.

Increduli e perplessi, entriamo ancora una volta nella scena della croce, in cui Dio si rivela per quello che è. Ci possono aiutare i versi poetici di Erich Fried:

 

E’ assurdo
dice la ragione
E’ quel che è dice l’amore

E’ infelicità
dice il calcolo
Non è altro che dolore
dice la paura
E’ vano
dice il giudizio
E’ quel che è dice l’amore

E’ ridicolo
dice l’orgoglio
E’ avventato
dice la prudenza
E’ impossibile
dice l’esperienza
E’ quel che è dice l’amore.

 

Scorgere “quel che è”, l’amore senza secondi fini, nel volto del crocifisso risorto. E poi, a nostra volta, provare a seguire quella stessa logica, scommettendo nella possibilità di una vita rinnovata, possibile solo in Cristo. Come suggeriscono le domande di Louis Evely:

 

Siete mai stati risuscitati?
Nessuno vi ha mai parlato,
perdonato, amato,
tanto da farvi rinascere?
Non avete mai assistito a delle resurrezioni?
Avete sperimentato la potenza della vita
che scaturisce da un sorriso,
da un perdono,
dall’accogliere qualcuno,
da una vera comunità?

 

Come si può credere
a una resurrezione futura,
se non avete fatto l’esperienza
di una risurrezione immediata?

 

Come si può credere
che l’amore sia più forte
della morte,
se non vi ha reso viventi,
se non vi ha risuscitato
dai morti?

 

Buona Pasqua!

Past.Angelo Reginato